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sabato 17 marzo 2012

La storia d'amore di Romney

Moglie commossa, foto ispirate, baci ai bambini, la struggente storia di un americano di successo (non proprio un self made man visto la famiglia da cui proviene, ma insomma...). Questo spot di Mitt Romney è un condensato di americanità, quel tipo di americanità che in Europa fa un po' ridere e un po' piangere.


venerdì 17 febbraio 2012

Perché Romney DEVE vincere in Michigan

Il 28 febbraio è una data cruciale per Mitt Romney: ancora non sono disponibile sondaggi per l'Arizona, ma la vera partita si giocherà in Michigan, lo stato dove Romney è nato e dove ora si trova in netto svantaggio rispetto a Santorum. Il valore, anche simbolico, di una sconfitta in Michigan potrebbe definitivamente compromettere le sue chance presidenziali, a tutto vantaggio di Santorum e, indirettamente, di Obama. Per questa ragione Romney sta lanciando una invasione di spot elettorali per cui prevede di spendere 1,3 milioni di dollari, a cui si affianca il lavoro sporco del superPAC Restore Our Future che lo spalleggia.

mercoledì 15 febbraio 2012

Mitt Romney all'attacco di Santorum

Era solo questione di tempo prima che partisse l'attacco di un Mitt Romney in difficoltà contro quello che al momento è il suo avversario più temibile: Rick Santorum. Lo spot che accusa il candidato italoamericano di essere a favore degli aumenti alla spesa statale (bestemmia per i repubblicani) arriva direttamente dal SuperPAC Restore Our Future, legato appunto a Romney (per scoprire cos'è un SuperPAC clicca qui). Adesso Santorum dovrà studiare le contromosse, anche se potrebbe non averne bisogno: secondo alcuni analisti la sua immagine da good guy rende più difficile attaccarlo, e potrebbe essere addirittura controproducente.


martedì 14 febbraio 2012

Santorum supera Romney in Michigan

Sembrava essere solo una speranza, se non una provocazione, quella di Rick Santorum: battere Mitt Romney nel Michigan, lo stato dove il candidato mormone è nato, per assestargli un altro duro colpo nelle elezioni primarie del 28 febbraio. Ma gli ultimi sondaggi lo dicono chiaro e tondo: Santorum è in vantaggio di 15 punti su Romney.
Il salto compiuto dal candidato italo-americano è impressionante, guadagna 24 punti rispetto alla rilevazione delle settimana scorsa, mentre tutti gli altri candidati arretrano: Romney perde 7 punti, Gingrich, sempre più in difficoltà, 5 e Ron Paul 3. La situazione si è ribaltata, e ora sta a Romney sfruttare al meglio le due settimane che lo separano dalle primarie nel suo stato: perdere qui potrebbe essere un colpo da k.o.

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lunedì 13 febbraio 2012

La strategia di Santorum per battere Romney

Dopo aver praticamente messo fuorigioco Newt Gingrich grazie alle tre vittorie nelle primarie di martedì scorso, ora Rick Santorum ha in programma di rendere la corsa alla nomination repubblicana una gara a due tra lui e Mitt Romney. Nei prossimi mesi si voterà in altri stati molto favorevoli al candidato italo-americano, come i conservatori Oklahoma, Kansas e North Dakota, ma i piani di Santorum sono più ambiziosi e mirano a conquistare il Michigan (in cui si voterà il 28 febbraio) e l'Ohio (6 marzo), facendo leva sulla working class che qua forma la base repubblicana. In questo modo Santorum metterebbe a segno un pesante uno-due ai danni di Romney, conquistando nel primo caso lo stato in cui Romney è nato, e nel secondo, l'Ohio, uno stato decisivo nelle elezioni presidenziali.

domenica 12 febbraio 2012

Mitt Romney vince in Maine, ma...

Mitt Romney riesce a recuperare dalle batoste prese martedì scorso e vince le piccole primarie via caucus del Maine, in cui votano in totale più o meno cinquemila persone. L'ex governatore del Massachusetts ha però rischiato di vedersi soffiare la vittoria da Ron Paul, che sul piccolo stato dell'estremo nord est degli Stati Uniti aveva puntato forte. Ron Paul è l'unico dei quattro candidati ancora in corsa a non aver vinto nessuno stato, ma qui ci è andato vicino: Romney ha vinto per meno di duecento voti (2.190, il 39%), mentre l'anarco libertario rappresentante del Texas ha conquistato 1.996 voti, il 36%. Al terzo posto Rick Santorum (18%) e ultimo Newt Gingrich (6%), che prende l'ennesima batosta. Per l'ex speaker della Camera la situazione si sta facendo molto dura: se solo due settimane fa era considerato l'unico avversario temibile per Mitt Romney, adesso circolano voci sempre più insistenti che lo vorrebbero in procinto di abbandonare la corsa.

sabato 11 febbraio 2012

Sondaggi: Obama davanti a tutti

Il gradimento di Barack Obama nell'elettorato americano è in crescita ma ancora abbastanza basso: tra il 48 e il 51%. Ma la situazione è comunque positiva per il presidente in carica: gli ultimi sondaggi confermano come nessuno dei candidati alla nomination repubblicana al momento sia in grado di batterlo, e il distacco tra Obama e Romney, che rimane comunque il favorito alla vittoria finale nelle primarie repubblicane, cresce ancora. Al momento l'unico che sembra poter impensierire il presidente è Rick Santorum, l'uomo (di nuovo) del momento.

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giovedì 9 febbraio 2012

Gingrich e il difficile rapporto con Reagan

Nuovo spot contro Newt Gingrich del gruppo di supporto di Mitt Romney. Ma per quale motivo questi spot sono sempre e solo contro gli avversari?


mercoledì 8 febbraio 2012

Tre vittorie resuscitano Santorum. E adesso?

Rick Santorum è resuscitato. L’inaspettato (fino a un certo punto) filotto di tre vittoria in Minnesota, Colorado e Missouri (solo un “beauty contest”) rilancia una candidatura che fino a pochi giorni fa era data per finita. La tripletta messa segno dall’ex senatore della Pennsylvania da un bello scossone alla campagna e pone seri dubbi sulla capacità di Gingrich di essere l’anti Romney, visto che l'ex speaker è arrivato terzo in Colorado e quarto in Minnesota (alla strana competizione del Missouri non ha nemmeno partecipato). A questo punto della corsa, Gingrich ha vinto uno stato, Santorum quattro. Conterà poco in termini di delegati, ma conta molto in termini di visibilità e momentum. Non solo, il “rimbalzo” di Santorum evidenzia anche la manifesta incapacità di Romney di coalizzare attorno a sé il consenso dei repubblicani.

martedì 7 febbraio 2012

Perché Obama può vincere ancora

“Mi merito un secondo mandato”, ha detto Obama in un’intervista rilasciata appena prima del Super Bowl. E se le cose continuano ad andare così, le sue speranze potrebbero trasformarsi in realtà. Secondo il sondaggio di ABC News e del Washington Post il presidente in carica al momento è in vantaggio di sei punti su Mitt Romney (51 a 46%). Solo un mese fa, lo stesso sondaggio dava Obama in svantaggio di due punti ed era da luglio che non riusciva a superare Romney (anche se altri sondaggi davano risultati diversi). Inoltre il tasso di approvazione di Obama ha raggiunto il 50%, il livello più alto dal marzo scorso.

Un'altra buona nuova per Obama è che i sondaggi stanno di fatto ripercorrendo quanto già visto nella sfida del 2008 contro McCain. Considerando l’entusiasmo che circondava l’allora senatore quattro anni fa, questa è una notizia che non può che portare ottimismo dalle parti dello staff presidenziale. Obama è preferito dall’80% degli elettori non-bianchi (era l’81% nel 2008), mentre Romney ne conquista solo il 14%. Un punto fondamentale, visto come le minoranze stanno diventando numericamente sempre più importanti, e secondo una ricerca consentirebbero a Obama di vincere conquistando anche solo il 40% del voto “bianco”. E al momento il presidente conquista il favore del 42% (un punto in meno rispetto al 2008) dei WASP e simili: due punti di margine di sicurezza, insomma. Romney è invece al 53%, due punti in meno di McCain. Inoltre Obama sta riconquistando parte dell’elettorato bianco non laureato, il più duro nei suoi confronti: adesso è al 39% favorevole al presidente, quattro anni fa era al 40%.

lunedì 6 febbraio 2012

Tra Romney e Gingrich rispunta Santorum

Martedì 7 si vota in tre stati. Anzi in due e mezzo, visto che il "beauty contest" del Missouri non assegna nessun delegato ed è, appunto, solo un concorso di bellezza. Ma in Colorado e Minnesota ci si aggiudicano rispettivamente 36 e 40 delegati via caucus, sono quindi le elezioni primarie più importanti fino a questo momento dietro alla sola Florida, anche se non vincolano i delegati a votare per il candidato vincitore (non-binding caucuses). E nella lotta tra Romney e Gingrich rispunta l'uomo che fu del momento all'inizio di questa lunga marcia verso la nomination: Rick  Santorum.

sabato 4 febbraio 2012

Spot: Romney attacca Obama

Romney mantiene le promesse: almeno per quanto riguarda la campagna elettorale. Era stato chiesto dal vertice del Gop ai super-riottosi duellanti per le primarie repubblicani di smetterla di combattersi uno contro l'altro e di focalizzare i loro attacchi contro Obama. Detto fatto, ecco il nuovo spot di Romney contro Obama.


venerdì 3 febbraio 2012

La lotta Romney - Gingrich preoccupa il GOP.
E anche Obama

C'è nervosismo nel quartiere generale dei Repubblicani per il tono dello scontro tra Gingrich e Romney, che da qualche settimana ha superato il livello di guardia. La campagna elettorale per le primarie si basa ormai su colpi bassi, attacchi frontali e spot negativi. Mentre le proposte politiche stanno a zero. Il livello più basso probabilmente è stato toccato da Gingrich: nei giorni precedenti le primarie in Florida, una chiamata automatica raggiungeva gli abitanti dello stato affermando come Romney "ha messo il veto nel 2003 su una tassa per permettere agli ebrei negli ospizi di mangiare kosher". E' evidente come il livello dello scontro stia degenerando, e di come l'andazzo potrebbe compromettere il campo repubblicano.

giovedì 2 febbraio 2012

Le gaffe di Romney? Un problema genetico

La campagna elettorale di Mitt Romney è costellata di gaffe. A dire la verità, alcune frasi di Romney "diventano" gaffe dopo essere state estrapolate dal loro contesto. La più nota è il "Mi piace licenziare", in cui in verità Romney si riferiva alla possibilità di licenziare aziende di servizi come le assicurazioni. L'ultima è "Non sono molto preoccupato per i poverissimi". E anche qui il candidato miliardario si riferiva al fatto che esiste anche negli States una rete di sicurezza per difendere i più poveri. Ma tant'è, il problema rimane, soprattutto visto che i candidati sanno di essere in continuazione esposti a interpretazioni ad hoc di quello che dicono e dovrebbero regolarsi di conseguenza.

martedì 31 gennaio 2012

Che razza d'uomo è Romney?

Almeno secondo l'ultimo spot di Newt Gingrich, che come al solito batte sul "liberale del Massachusetts" che cambia sempre idea.


lunedì 30 gennaio 2012

Romney e Gingrich: la lotta tra Wall Street e Main Street

"La lunghissima battaglia del 2008 tra Barack Obama e Hillary Clinton ha portato i democratici alla vittoria nelle presidenziali. Non c'è ragione per pensare che una lunga campagna per le primarie sia una cattiva cosa", con queste parole Newt Gingrich ha messo a tacere qualunque rumor sulla possibilità che decida di fare un passo indietro in seguito alla probabile cocente sconfitta in Florida, domani sera.

domenica 29 gennaio 2012

Le eminenze grigie contro Gingrich


Il recupero di Romney su Gingrich in Florida è ormai un fatto assodato: ottime prestazioni nei dibattiti, sondaggi favorevoli e tutto lo stato maggiore del GOP schierato con lui. La situazione si è ribaltata, il "surge" di Newt Gingrich ha subito una netta battuta d'arresto e ormai tutti i commentatori parlano di come la vittoria di Romney in Florida chiuderà il discorso primarie. Cosa è successo?

venerdì 27 gennaio 2012

Romney mette KO Gingrich

Il vento sta cambiando. Dopo gli ultimi sondaggi, che danno Romney saldamente in testa alle preferenze in Florida, anche i dibattiti si mettono bene per il candidato miliardario. Questa volta Romney e Gingrich si sono scambiati i ruoli: il primo è stato l'aggressore e il secondo l'aggredito, e la cosa ha funzionato. Anche grazie a una folla particolarmente ben disposta nei confronti dell'ex governatore.


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giovedì 26 gennaio 2012

E' già finito il momentum di Gingrich?

Queste primarie repubblicane ci hanno abituato a vedere rapide ascese e altrettanto veloci crolli verticali. E' stato il caso della Palin, di Cain, di Perry e in parte di Santorum, il cui momento di gloria è durato non più di tre settimane. Sembra un caso diverso quello di Newt Gingrich: l'ex speaker della camera si è risollevato dalla polvere mentre molte voci già lo volevano sul punto di ritirarsi per fare strada a Santorum. Invece è riuscito a portare a casa un'inaspettata (a dir poco) vittoria in South Carolina ponendosi prepotentemente come unico possibile competitor di Romney. E le sue costanti ottime prestazione nei dibattiti, oltre alla capacità di entrare in connessione con il popolo e interpretarne le istanze (cosa che a Romney proprio non riesce), sembrano offrirgli la chance di restare in corsa fino alla fine e mettere seriamente in discussione l'esito di queste primarie. Però...

mercoledì 25 gennaio 2012

Parte la campagna di Obama

Il discorso sullo stato dell'Unione non avrà lanciato ufficialmente la campagna elettorale di Barack Obama e il presidente non ha approfittato dell'importanza e solennità del palcoscenico per tenere un comizio. Ma non è difficile leggere tra le righe del suo discorso delle chiare allusioni ai suoi rivali e quelli che saranno i temi della sua campagna elettorale.