mercoledì 21 marzo 2012

Primarie in Illinois: Romney vince, ma ancora non basta

Mitt Romney supera abbondantemente Rick Santorum (46,7% a 35) in uno stato amichevole come l'Illinois. Tutto secondo le previsioni. Ma poco cambia in termini di matematica dei delegati, visto che Mitt Romney è appena sopra il 50% dei totali delegati che gli servono per potere reclamare la nomination alle presidenziali, e molti degli stati in cui la contesa sta per spostarsi (per prima la Louisiana il 24 marzo) gli sono tutto tranne che favorevoli.

La sua vittoria non gli è valsa il colpo del k.o., anche perché Rick Santorum non ha nessuna intenzione di cedere e aspetta di prendersi la sua rivincita nello stato del Sud. Ciò non toglie che la vittoria netta di ieri abbia consentito al miliardario mormone di godersi la vittoria e iniziare a parlare, nel discorso al termine degli scrutini, più in un'ottica da elezioni generali piuttosto che concentrandosi sul colpire gli avversari.

Il messaggio è chiaro: non si parla apertamente della matematica dei delegati che lascia poche chance agli avversari, ma si trasmette l'inevitabilità della vittoria di Romney guardando già oltre e iniziando a colpire direttamente Obama. Ma la gara è ancora lontana dall'essere chiusa, soprattutto visto che la base del GOP continua a votare contro Romney.

Santorum ha messo a segno una prestazione buona, ma che cambia poco in ottica generale e che contribuisce a rafforzare l'impressione che, anche con tutto il "momentum" di questo mondo, Romney è nettamente il più forte quando il discorso si sposta dalle social issues all'economia. Ma Santorum ha l'occasione di rimettersi subito in piedi, e parlare di "colpo decisivo", come fanno molti commentatori, da parte di Romney è poco convincente: il candidato italo-americano si prepara a vincere il 24 in Louisiana e molto probabilmente (ma gli ultimi sondaggi risalgono a febbraio) in Wisconsin il 3 aprile.

Solo quando il 24 aprile si voterà anche in Delaware, New York e Pennsylvania Romney uscirà da un tunnel lungo un mese e potrà davvero stendere una volta per tutte al tappeto il suo avversario, soprattutto se dovesse battere Santorum nello stato di cui l'italo-americano è  stato rappresentante al Senato: la Pennsylvania.

E dopo? Dopo si andrà a votare in Texas e California (fine maggio e inizio giugno): nel primo stato vincerà Romney, nel secondo Santorum. Se Santorum sopravvive al 24 aprile ha una chance per riaprire ancora una volta la gara, ma attenzione: in Texas i delegati sono distribuiti proporzionalmente, in California chi vince li conquista tutti. A quel punto la "matematica dei delegati" non lascerà più scampo a Santorum.

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